Le stagioni delle armi

Il progetto interessa tutti gli spazi del Castello (Museo e Armeria, Lapidario Tergestino, aree esterne come atrio e Cortile delle Milizie) e intende valorizzare l’edificio e le collezioni attraverso un percorso espositivo e di allestimento che si ponga come innovativo rispettando al contempo l’esposizione originaria, ormai storicizzata (anni ’30 e anni ’60-’80 del ’900), che si riveste così di nuovi significati.

Il percorso è stato oggetto di un attento ripensamento, con il completo rinnovo dei supporti alla visita, per dare conto dello stato attuale degli studi sul Castello e approfondire la conoscenza della ricca collezione oplologica, fornendo al visitatore uno strumento nuovo e completo per la comprensione del complesso e affascinante mondo delle armi nella loro evoluzione storica dal Medioevo al XIX secolo.
L’apparato testuale di tutti gli spazi del Castello, completamente bilingue italiano e inglese, è stato quindi oggetto di una totale revisione che ha portato a una nuova stesura più snella e più agevole da leggere sia dagli italiani sia dagli stranieri.
I nuovi pannelli didascalici sono connotati da una grafica moderna e coordinata e da un “colore guida”, l’ottanio, che ritorna anche nelle strutture espositive. I testi sono corredati da immagini storiche di Trieste e del Castello, per la maggior parte inedite, frutto di una ricerca iconografica nelle ricche collezioni della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte.

Il progetto espositivo

Il progetto interessa tutti gli spazi del Castello (Museo e Armeria, Lapidario Tergestino, aree esterne come atrio e Cortile delle Milizie) e intende valorizzare l’edificio e le collezioni attraverso un nuovo percorso espositivo e di allestimento che si ponga come innovativo senza tuttavia entrare in conflitto con l’allestimento storico, il quale, a sua volta “oggetto da museo”, va conservato e raccontato.

Per questo, il nuovo allestimento, riconoscibile tramite la nuova grafica e un “colore-guida”, dialoga con l’allestimento storico formando con esso un insieme coerente.
È un dialogo pensato in una duplice direzione: il nuovo percorso espositivo, infatti, avrà senso di percorrenza contrario rispetto a quello storico. Il percorso parte dal Bastione Rotondo, con un accesso inedito nel cuore storico del Castello, la Casa del Capitano tardo-quattrocentesca, permettendo di cominciare la visita da una nuova sala introduttiva che racconta la storia del Castello e dello sviluppo urbanistico di Trieste attraverso opere d’arte, fotografie storiche e un plastico di inizio ’900 raffigurante la città prima dell’espansione sette-ottocentesca. La vicinanza col Bastione Rotondo e il suo splendido affaccio sulla città consente di “verificare” subito dal vivo quanto raccontato in questa sala, incontrando le esigenze di scolaresche e gruppi.

Questo accesso, mai utilizzato in precedenza per il percorso museale, rientra in una delle principali linee guida del progetto, cioè stimolare nuove riflessioni attraverso nuovi percorsi, un modo per vedere e rivedere il Castello (e, simbolicamente, la storia) da nuove angolazioni e punti di vista.
Il percorso prosegue negli ambienti quattrocenteschi per continuare lungo i camminamenti di ronda al coperto. Qui, nel cuore dell’Armeria, la ricca collezione di armi dal XII al XIX secolo è valorizzata con un nuovo apparato didascalico che spiega usi e tipologie degli armamenti nelle diverse epoche e in base ai diversi modi di fare la guerra, nell’intento di rendere vive le armi esposte, materiali che spesso per molti visitatori risultano interessanti ma di difficile comprensione.
Da qui il percorso prosegue scendendo al piano inferiore per visitare la Sala Caprin, sala principale del museo d’ambiente voluto degli anni ’30. La sala, ricavata dai due piani originari, rappresenta, assieme allo scalone attiguo, l’intervento più massiccio operato nel secolo scorso nel Castello, pensato per ricreare la sfarzosa Sala Veneta di Giuseppe Caprin. Gli arredi rinascimentali sono anche un modo per approfondire la conoscenza del grande storico, giornalista, editore e patriota che condusse importanti studi sulla storia della città e che con i suoi scritti ci offre un significativo punto di osservazione della stessa.
Si prosegue scendendo lo scalone elicoidale con le armi in asta e raggiungendo la Cappella, ambiente tardo-quattrocentesco dalla graziosa volta a crociera.
Nel Cortile delle Milizie si racconta la storia di questo grande spazio esterno, che consente di leggere tutte le fasi di costruzione del Castello, oltre che di ripercorrere una delle pagine più interessanti della vita sociale triestina tra gli anni ’30 e ’80 del ’900, cioè l’utilizzo del Castello di San Giusto come spazio per il divertimento e lo svago, con le grandi rappresentazioni teatrali, l’operetta, il cinema.

Sia nel cortile che nell’atrio e nel vestibolo, dove si apre e si chiude il percorso, sono valorizzati sia i materiali esposti, soprattutto lapidei, sia gli elementi, anche architettonici, che permettono di ragionare sulla storia non solo del Castello ma di tutta la città.
Dal Cortile delle Milizie si può accedere al Lapidario Tergestino, dove il visitatore può addentrarsi nella storia della Tergeste romana attraverso i preziosi reperti esposti e un apparato didascalico rinnovato sotto il profilo testuale e iconografico.

COLOPHON

Il Sindaco
Roberto Dipiazza

 

L’Assessore alla Cultura
Giorgio Rossi

Direttore dell’Area Scuola, Educazione, Cultura e Sport
Fabio Lorenzut

Direttrice del Servizio Musei e Biblioteche
Laura Carlini Fanfogna

Responsabile di P.O. Musei Storici e Artistici
Stefano Bianchi

A cura di
Michela Messina
Anna Krekic

Lapidario Tergestino a cura di
Marzia Vidulli Torlo

Design dell’allestimento e immagine coordinata
Massimiliano Schiozzi, Comunicarte

Coordinamento amministrativo
Alessia Neri
con
Cristina Sirugo, Eleonora Venier

Fotografie
Marino Ierman

 

Realizzazione dell’allestimento
Falegnameria Burelli

Traduzioni
Susanna Moser

Hanno collaborato
Claudia Colecchia e il personale della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte: Gabriella Gelovizza, Cristina Klarer, Rossella Mizzan, Alessandra Relli, Sabina Sluga
Mary Bologna
Antonella Cosenzi
Tiziana Giannotti
Olga Ivanovic
Claudia Marchesi
Paola Predominato
Lorenza Resciniti
Fulvio Rubieri (Associazione di Volontariato Cittaviva)
Daria Tommasi

Un ringraziamento particolare a
Bruno Masset