Lo scalone d’onore è frutto degli ingenti lavori di restauro del 1935-1936, volti a trasformare il Castello in museo.
In questa occasione, nel vano antistante la Cappella si realizzò nell’intera altezza dell’edificio questo scalone monumentale a doppia rampa elicoidale in pietra, dopo l’eliminazione della suddivisione tra i piani. Lungo le pareti si svolge una teoria di armi in asta (come alabarde, partigiane e corsesche) dei secoli XVI e XVII, conclusa – all’altezza del pianerottolo dove si riuniscono le due rampe – da una panoplia composta da un pettorale di corazza sormontato da un morione aguzzo, ambedue della metà del XVI secolo, fiancheggiati da armi in asta della fine dello stesso secolo, disposte a raggiera.
Alla sommità della scala si accede alla cosiddetta antisala Caprin, arredata da cassapanche del XVII secolo.
Vi è esposta una scultura in marmo raffigurante il ritratto di Giuseppe Caprin seduto, opera dello scultore triestino Giovanni Marin del 1904.