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Il percorso espositivo del Civico Museo del Castello di San Giusto-Armeria, ripensato nel 2018 in occasione della mostra “Le stagioni delle armi”, si snoda nella Casa del Capitano tardo-quattrocentesca, cuore storico del Castello. Le collezioni esposte nel museo, pur non essendo sin dall’origine legate alla struttura, fin dagli anni ’30 del ’900 danno corpo a un museo d’ambiente che raccoglie una preziosa esposizione di oggetti d’arte applicata – prevalentemente arredi e armi – offrendo al contempo spunti, attraverso la lettura delle varie fasi costruttive dell’edificio, per ripercorrere la storia della struttura e della città.
Accoglie il visitatore un’ampia sala introduttiva che narra la storia del sito e lo sviluppo urbanistico di Trieste con l’ausilio di antiche vedute, di fotografie d’epoca e di un plastico di inizio ‘900, raffigurante la città prima dell’espansione sette-ottocentesca.

Adiacente alla sala è una stanza quattrocentesca, che ha mantenuto la sua struttura originale, con la volta a nervature tardogotiche, campite a tratti da una decorazione a stelle dorate su fondo blu, purtroppo piuttosto deperita, e l’originario pavimento in cotto.
L’apertura che illumina questa sala si configura oggi, a seguito dei restauri degli anni ’30 del ’900, come un piccolo terrazzo. Originariamente, invece, l’arco doveva dare accesso a un apparato a sporgere in muratura, poggiante sui quattro mensoloni o beccatelli in pietra tuttora esistenti, atto alla difesa piombante al piano inferiore. L’uso abitativo di questi ambienti è testimoniato dalla presenza di una nicchia quadrata in una delle pareti, con funzione di piccolo armadio o ripostiglio per oggetti. La decorazione lignea rinascimentale che incornicia il caminetto e le eleganti piastrelle maiolicate che ne rivestono le pareti provengono dalla Sala Veneta di casa Caprin.
La sala quattrocentesca è collegata al primo camminamento di ronda, da cui prende avvio l’Armeria del Castello.
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